Caso realeagosto 2024
Azienda anonima, falso cambio di IBAN di un fornitore
Alla fine di agosto 2024, un collaboratore di un'azienda riceve un messaggio che sembra arrivare dall'indirizzo di un vero fornitore. Annuncia un cambio di IBAN, con una fattura corretta in allegato.
Il motivo addotto: «a causa di un audit interno, non possiamo ricevere pagamenti sul vecchio conto». Il pagamento supera i 50.000 euro. Poco dopo l'azienda capisce che si tratta di una frode e avvisa la sua banca: il danno resta limitato.
In un altro caso, con fatti risalenti al 2018, una fattura di 103.375 euro viene pagata su un IBAN falso ricevuto da un indirizzo che differiva da quello vero per una sola lettera.
Il 17 giugno 2026, la Corte di cassazione francese stabilisce che pagare il truffatore non libera l'acquirente: il vero fornitore può chiedere di nuovo il pagamento (Selectra (si apre in una nuova scheda)).
Leggi la fonteFurto d'identità e fattura vera: le frodi sull'IBAN versione 2025 — La Banque Postale (si apre in una nuova scheda)